Simone Temperato alla conquista
dello Zoncolan con una ruota soltanto
Fornasiero Livio
Bassano del Grappa. L’impresa delle imprese?
Lo Zoncolan con una sola ruota!
Riuscire a scalare lo Zoncolan con una bici da corsa e con
una sola ruota poteva sembrare, da parte di molte persone,
una cosa impossibile, irreale, fantasiosa. Nessuno avrebbe
scommesso che qualcuno sarebbe riuscito a percorrere in queste
condizioni i 10,5 chilometri di ascesa del monte friulano,
la salita considerata più dura d’Europa. Ma il
“qualcuno” in questione è Simone Temperato
il ciclista bassanese che da due anni a questa parte ha scalato
la maggior parte dei passi alpini e dolomitici sempre in equilibrio
con una sola ruota. Il 30 aprile 2007 sarà una data
che resterà per sempre nella memoria di questo ciclista
fenomenale. L’impresa delle imprese, così l’ha
definita Simone ai microfoni del giornalista Ottavio Gazzetta
che, dall’ammiraglia della KEIT group, ha seguito assieme
a Carlo Borella e al cameraman Claudio Verza, tutte le fasi
della scalata. Ottimo lavoro anche degli amici Matteo Scarso,
Davis Tosin e Lorenzo Gandolfi che in bicicletta lo hanno
seguito fino a raggiungere insieme il traguardo finale e che
in qualche occasione sono stati invitati dallo stesso Simone
a non mollare e tenere duro fino alla fine. L’impossibile
non esiste ancora, sono le prime parole che il “MagicoTempe”
ha detto dopo essere arrivato in cima allo Zoncolan con le
mani rivolte al cielo in mezzo agli applausi della gente che
incredula lo acclamava come un vero campione.-“ E’
difficile riuscire a raccontare un’impresa del genere,
- racconta Simone, - da mesi avevo in programma di affrontare
il Kaiser, il Mostro, così lo chiamano da quelle parti,
e il mostro posso dire che è stato sconfitto. Sono
partito da casa consapevole di cosa andavo incontro, una salita
durissima, che non perdona, che a campioni del calibro di
Damiano Cunego e Ivan Basso la definiscono terribile, che
fa paura. Sono convinto che anche questa volta, come del resto
tutte le altre, non averla mai fatta ne visionata prima è
stato sicuramente un punto a mio favore, se sono arrivato
alla fine lo devo alla mia concentrazione e determinazione.
Ammetto che non è stata una passeggiata, anzi, è
stato un vero e proprio calvario. Nei primi 2,4 chilometri,
che erano quelli più pedalabili, ho trovato del vento
che mi ha costretto a ridurre la velocità per non rischiare
di perdere l’equilibrio, non parliamo poi delle condizioni
dell’asfalto che risultava gran parte fresato per gli
immediati lavori di asfaltatura in vista del passaggio del
giro d’Italia il 30 maggio prossimo. Al chilometro 2,5
inizia la parte più dura, qui si fa sul serio, la velocità
cala e restare in equilibrio è sempre più difficile.
Ogni pedalata è calcolata, ogni movimento è
preciso, ogni traiettoria deve essere perfetta, lo sguardo
non va mai oltre ai 4 – 5 metri, la frequenza cardiaca
sempre sotto controllo. Il bere diventa un problema, visto
le pendenze, togliere una mano dal manubrio vorrebbe dire
cadere. In qualche tornante si respira e qui ne approfitto
per bere quel poco che basta per bagnare la bocca, poi, subito
dopo, ancora muri, 16, 18, 20 fino al 22 per cento. Dopo il
bivio per malga Pozof, le pendenze calano, da qui mancano
solo 2 chilometri. Ma ecco che mi imbarco nelle tre buie e
tetre gallerie, il tratto che per l’equilibrio è
il più difficile. L’acqua sgorga giù dalla
roccia e lascia un molteplice numero di piccole pozzanghere
dove si riflette la luce rossa dell’ammiraglia che mi
precede, non posso rischiare di centrarle, rischierei di cadere,
sono dunque costretto a fare dei veri e propri numeri per
non fare entrare la ruota posteriore, poi con gli occhiali
da sole, il tutto si complica, qui vado principalmente a sensazioni.
Così nella prima, nella seconda e poi nella terza,
ci sono riuscito, da qui mancano pochi metri, 4 tornanti e
il traguardo è vicino, dopo 1 ora 18 minuti e 24 secondi
il Mostro è sconfitto!” Non c’è
che dire, anche questa volta Simone Temperato ha firmato un’altra
grande impresa. Al suo ormai ricco bagaglio di performance
c’e da aggiungere questa dello Zoncolan, che nell’ambito
ciclistico, e non, farà sicuramente parlare per un
lungo periodo, speriamo soprattutto al Giro d’Italia.
Livio Fornasiero